A TAVOLA CON IL DIABETE
L’alimentazione è un aspetto importante perché il livello della glicemia dipende anche dagli zuccheri (carboidrati) che si assumono mangiando. Inoltre, una dieta equilibrata aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo e l’ipertensione (fattori di rischio per il cuore).
Come per l’attività fisica anche la dieta – anche se sarebbe più corretto parlare di educazione alimentare perché se non ci sono problemi di sovrappeso non si tratta di un’alimentazione troppo restrittiva – deve tener conto dell’età, del tipo di diabete, delle condizioni di salute generale, del tipo di attività fisica che si è abituati a fare. In linea di massima – si tratta di consigli che tutti dovrebbero seguire – è bene:
E’ bene fare una piccola riflessione su cosa mettere nel piatto e come gestire le quantità in base all’indice glicemico (IG) di ogni alimento. L’indice glicemico indica l’incremento glicemico di quell’alimento rispetto al glucosio (o al pane bianco) a parità di carboidrati. In pratica, se mangio 100 grammi di fagioli secchi (alimento a basso indice glicemico) introduco 50 grammi di carboidrati che hanno un impatto minore sulla glicemia rispetto a 50 grammi di carboidrati contenuti in una fetta di pane (alto indice glicemico). Ma non basta. Oltre all’indice glicemico bisogna tenere conto anche del carico glicemico e ciò dell’impatto dei carboidrati sulla glicemia.
Sembra complicato ma alla fine non lo è bisogna solo farci un po’ l’abitudine. L’importante è abituarsi che quando si mangia bisogna far caso a cosa si mette nel piatto e in quali quantità. Non bisogna per forza privarsi di qualcosa ma è importante tener conto delle giuste proporzioni non solo di quella singola portata ma dell’intero pasto, meglio se nell’arco dell’intera giornata. Tendo conto anche dei carboidrati, dei grassi, delle proteine assunte.
Bisogna evitare lungi periodi di digiuno, meglio fare 3 pasti al giorno (prima colazione che non bisogna mai saltare perché si viene dal digiuno della notte; pranzo e cena) adottando un menu completo (carboidrati + proteine + frutta/verdura) e suddividendo la quota giornaliera di carboidrati complessi come pane, pasta, riso e fette biscottate equamente nei tre momenti.
Ed infine occhio agli alimenti con la dicitura ‘senza zucchero’ perché spesso sono ricchi di grassi e quindi ipercalorici, è buona norma leggere sempre le etichette nutrizionali.
Indicazioni per la composizione ottimale della dieta nella persona con diabete
Carboidrati detti anche glucidi, zuccheri o amidi
45-60% delle Kcal totali della giornata
- Saccarosio e altri zuccheri aggiunti: non più del 10% da conteggiare nell'apporto calorico totale della giornata sostituendoli ad altri carboidrati.
- I dolcificanti acalorici non nutritivi sono sicuri se consumati in quantità moderate
- Mantenere costante l'apporto dei carboidrati del singolo pasto.
- Meglio se i carboidrati sono complessi (a lento assorbimento), ricchi di fibre e con basso indice glicemico.
- Preferire vegetali, legumi, frutta, cereali integrali
Fibre
non meno di 40 g. al giorno
- 5 porzioni a settimana di vegetali o frutta
- 4 porzioni a settimana di legumi
E ADESSO... TUTTI IN CUCINA!
L’Italia, si sa, è la terra del mangiar bene. E grazie al modello mediterraneo anche del mangiar sano. Qualche piccola accortezza e anche chi soffre di diabete di tipo 2 può godere dei piaceri della buona tavola. Per chi è a corto di idee, proponiamo 60 ricette d’autore tratte dal volume La Dolce Vita e realizzate da 20 grandi chef della cucina italiana, sulle base del documento di consenso stilato da AMD (Associazione Medici Diabetologi) e ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), cui si ispira la posizione italiana sulla terapia nutrizionale del diabete.